Il percorso di valle, che si snoda per 84 km con partenza al Filatoio di Caraglio e arrivo a Cervasca dopo aver percorso per cresta tutti i versanti della valle Grana, vede nel paese di Montemale un punto strategico, sia per chi volesse percorrerlo tutto, sia per chi voglia scoprirne la primissima parte. Dal Filatoio di Caraglio ci si incammina seguendo il percorso, perfettamente segnalato in bianco rosso e con pannelli precisi e puntuali, verso la collina caragliese. Percorso agevole e con fondo regolare in circa mezz’ora permette di raggiungere la conca di Paniale, frazione caragliese in cui frutteti biologici e prati ricchissimi di fiori la fanno da padrone.
E’ all’imbocco della collina che unisce Paniale a Bottonasco che con una decisa svolta a destra cambia il terreno di gioco: non più strade secondarie, ma un vero sentiero, single trek, di stampo escursionistico che inizia a guadagnare progressivamente quota. Dapprima le difficoltà altimetriche sono limitate, fino all’imbocco di una sezione centrale in cui si sale rapidamente di quota.
E’ il tratto più selvaggio e tecnico dell’itinerario in cui una buona calzatura da trekking fa sicuramente differenza. La vista di un “casot”, edificio in pietra isolato nei boschi, annuncia la fine del tratto più impegnativo e permette una pausa ristoratrice. Il percorso diventa via via più tranquillo, e permette di capire come mai questa fosse la strada scelta dai signori di Montemale per scendere a valle, tanto da mantenere nella parlata locale il nome di “Via del Dusu”, proprio a rimarcarne l’utilizzo in epoca medievale.
Rigogliosi castagneti, ancora ben manutenuti man mano che ci si avvicina a Montemale permettono di capire come questo angolo di montagna sia tutt’ora vivo e vissuto, con uno sguardo al futuro attento quanto quello che mantiene la memoria del passato. Verso nordovest nelle giornate terse fa bella mostra di sé il Monviso, presenza cara e tranquillizzante per tutte le genti che abitano nel cuneese. Attraversato il borgo, presso il quale è possibile sia il rifornimento di acqua, sia quello di viveri si prosegue in direzione del Rifugio La Scola in frazione Piatta Sottana, risalendo con sentiero abbastanza ripido la cima di Varengo: il transito presso il luogo di lancio dei parapendii e lo stretto sentiero di cresta che conduce al punto più elevato della giornata sono i due punti più apprezzati di questo segmento.
Una volta raggiunta la strada comunale che unisce Montemale alla frazione Piatta in pochi minuti si arriva al rifugio sede della prima tappa della Curnis Auta. L’itinerario è adatto all’escursionismo, mentre per quanto riguarda la mtb è consigliabile percorrerlo in discesa, o bilanciare alcuni tratti di portage e di guida in percorsi in cui il livello di abilità richiesto è alto.
Lunghezza 11,5 km e dislivello di 700 metri, difficoltà tecnica E (tappa Caraglio – La Piatta)